Le buone intenzioni
dellassessore Santochirico vanno certamente premiate,
come quelle di creare una riserva naturalistica nei Calanchi
di Montalbano Jonico, ma non possono diventare lescamotage,
o la barba finta, facendola passare per il Parco dei Calanchi
chiesto da anni dai cittadini, dalle associazioni e dai movimenti.
Il Parco dei Calanchi non può assolutamente essere individuato
solo ed esclusivamente nella riserva naturalistica di Montalbano
Jonico.
Il parco che vogliamo
interesserebbe ben 6 comuni (Montalbano, Craco, Pisticci, Ferrandina,
Stigliano, Aliano) senza rifiutarne altri che ne farebbero richiesta.
Certo, una riserva può essere un primo passo, ma non
può scongiurare gli interessi internazionali della lobby
nucleare prima e quella dei rifiuti dopo, in unarea che
merita ben altro sviluppo per il bene delle comunità.
Sullo sviluppo di quest'area della Basilicata il Parco dei Calanchi
creerebbe ulteriori aspettative che tradotte in attività
economiche fermerebbero lesodo e lemigrazione dei
centri collinari interessati, parliamo di turismo, agricoltura
di qualità, artigianato e nuove tecnologie che sfruttano
le argille nei settori del risparmio energetico.
Dobbiamo, invece,
registrare i movimenti di chi rema contro il parco, eclatanti
quelle della lobby nucleare che dagli anni Settanta ad oggi
non ha mai smesso di guardare alle argille come luogo ideale
per stoccarvi le scorie. Ricordiamo a tal proposito il progetto
di trasformare Trisaia in una centrale nucleare e i Calanchi
in deposito nazionale di scorie radioattive. A quei tempi furono
le manifestazioni antinucleari su Trisaia e quelle dei coraggiosi
cittadini di Stigliano che si opposero fermamente riuscendo
a bloccare linfausto progetto. Per finire ai giorni nostri
con lo smaltimento di fusti radioattivi (attualmente non trovati)
e il deposito nazionale di scorie ipotizzato, mediaticamente,
dalla stampa nazionale. Ma non finisce qui, anche i Calanchi
sono sotto gli occhi delle sociètà petrolifere
che vorrebbero estrarre tutto quello che trovano nel sottosuolo.
Ci sarebbe poi il megastoccaggio di gas da realizzare nelle
zone limitrofe alla Valbasento - non abbiamo dimenticato il
blitz di ferragosto del 2007 per fa passare indisturbato il
progetto con un Via estivo. Per giungere infine alle discariche
di rifiuti tossici, a parte quelle clandestine che in un parco
sorvegliato non sarebbero più realizzate, le esistenti
a Pisticci e Tecnoparco, ve ne sono altre in progetto. Parliamo
della discarica di contrada Venita a Ferrandina. Una megadiscarica
dove trasportare tutte le schifezze prodotte da qualsiasi parte
dItalia (la Basilicata, in effetti, non produce grosse
quantità di rifiuti tossici e nocivi). Sul progetto discarica
in contrada Venita iniziano a comparire azionisti di livello
internazionale come la Veolia. Per i profani Veolia è
una multinazionale francese che gestisce i rifiuti e lacqua.
La Veolia molto probabilmente controllerà con delle sue
società collegate le attività dei rifiuti su Napoli
dopo l'emergenza, è partecipata nella gestione del termovalorizzatore
di Potenza, e partecipa al progetto di un inceneritore da realizzare
sempre in Val Basento (Bradano Energia).
La comparsa di
multinazionali di rifiuti nei calanchi potrebbero trasformare
il territorio in unenorme pattumiera ai danni della salute
delle popolazioni e facendo fuggire i pochi rimasti La Regione
Basilicata e anche la Provincia di Matera in proposito con i
suoi assessorati allambiente è molto responsabile
di tutte le autorizzazioni e i pareri positivi che rilascia
sul territorio anche allinsaputa dei cittadini, ma soprattutto
perché non concede ulteriori possibilità di sviluppo
economico con il Parco dei Calanchi.