Un memorandum da 190mila barili di petrolio al giorno nel “giardino di casa”. Intervista a De Filippo
[Osservatorio Media] Proponiamo alla lettura l’intervista al presidente della giunta regionale della Basilicata di Stefano Boccardi, pubblicata oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi. L’intervista offre spunti di riflessione, a partire dall’incremento delle estrazioni petrolifere che il presidente della Regione Basilicata, De Filippo, rivela possa raggiungere la ragguardevole cifra di 190mila barili di petrolio estratti al giorno. Particolare rilevo il ruolo delle associazioni ambientaliste definite ”radicalismi ambientalisti” bollati in altre occasioni dagli esponenti del governo regionali come “corvi neri o sciacalli” mentre l’ambiente a torto viene presentato privo di problematicità. Ecco di seguito l’intervista:
Presidente De Filippo, la crisi libica fa miracoli e ancor più la preoccupazione del governo di rimanere senza il petrolio di Gheddafi. Lei solo pochi giorni fa aveva ipotizzato un accordo per l’inizio dell’estate. Che cosa ha favorito questa accelerazione improvvisa?’“Si, avevo parlato di giugno, E in effetti l’accordo vero e proprio, con le cifre, con tutti i dettagli degli investimenti possibili, prevediamo di sottoscriverlo a giugno.
E questo memorandum allora cos’è?“E’ sostanzialmente l’espressione di volontà. Nel memorandum diciamo che lo Stato e la Regione Basilicata intendono procedere sulla sottoscrizione di un accordo sul petrolio.
E in Val d’Agri l’ENI che farà? Dovrà aspettare giugno o potrà da domani incrementare l’attività estrattiva?“No l’ENI dovrà aspettare. L’Eni ha un limite di produzione che è stato sancito nell’accordo del 1998. L’Eni non può estrarre, più di 100.000 barili ai giorno, ai quali vanno aggiiunti 50mila che può estrarre la Total nell’altro giacimento”
Che però è bloccato“No. A Tempa rossa stanno eseguendo i lavori di costruzione del nuovo centro oli. Stanno investendo per renderlo agibile e produttivo”.
Torniamo al memorandum. Da una rapida lettura, sembra il libro dei sogni. Sembra l’anteprima di una svolta epocale per la Basilicata. Vi si annunciano posti di lavoro, imprese, industrie, infrastrutture. Ma lei crede davvero, visti i precedenti che il governo centrale possa determinare questa svolta epocale?“Guardi, io dico soltanto una cosa e mi pare che il governo nazionale condivida: la Basilicata, su questa vicenda, può rappresentare un’opportunità innanzitutto per il Paese, per l’Italia. Soprattutto in questa fase di difficoltà evidenti per l’approviggionamento energetico. Se mettiamo insieme il nuovo piano industriale dell’ENI che potrebbe nascere da questo accordo, se ci aggiungiamo i programmi della Total, la Basilicata potrebbe produrre 170, 180 forse 190.000 barili al giorno”.
Praticamente la metà di quanto l’Italia importa dalla Libia.“Un po’ di più, perché dalla Libia; importiamo 260, 270,000 barili al giorno. Quindi possiamo dire che la Basilicata coprirebbe il 14 o addirittura il 15% del fabbisogno nazionale” .
E allora?“E allora, questo dato mi porta a pensare che stavolta lo Stato voglia fare sul serio. Innanzitutto perché a guadagnarci dall’attività, estrattiva è anche lo Stato: si pensi soltanto al gettito tributario. E poi perché in fondo lo Stato non è che deve fare sforzi enormi per sostenere il memorandum e l’accordo che si accingiamo a sottoscrivere.
Faccio notare che Eni Shell e Total in Basilicata sono già al lavoro da anni e quindi non sarà poi così difficile animare un cluster energetico che faccia investimenti in settori industriali affini, nell’innovazione, nella ricerca. È per questo che non penso che il memorandum sia un libro dei sogni. E’sicuramente un’operazione, e lo dico tra virgolette e con non troppa retorica, che si può definire storica. Ma mi par di capire che stiamo, in un quadro nel quale c’è l’interesse di tutti i soggetti in campo.
Non v’è dubbio che la crisi libica consenta alla Basilicata di far sentire la propria voce come non mai,ma per quanto tempo? Se nelle prossime settimane le forze alleate dovessero neutralizzare o eliminare il colonnello Geddafi, probabilmente la Basilicata tornerebbe ad avere il ruolo marginale che ha avuto finora. Non le sembra?“L’attività estrattiva è un po’ più complicata. C’è ad esempio un sistema autorizzativo; Ma se questa opportunità fosse a disposizione nel cortile di casa, com’e la Basilicata, per loro sarebbe più facile e più vantaggioso”.
Non tutti però faranno salti di gioia. Già da domani, ad esempio, lei dovrà fronteggiare l’opposizione degli ambientalisti, che certo non saranno felici di sapere che Eni ha avuto ìl primo via libera al raddoppio dell’attività estrattiva.
Ma no. Innanzitutto, si tratta di un incremento di 20mila barili al giorno. E poi nel memorandum abbiamo messo al primo punto proprio la sostenibilità ambientale. L’Eni sta sperimentando nel mondo tecnologie avanzatissime: Per esempio la cattura di tutta la CO2. Ovviamente, resta che un’attività industriale è comunque un’attività impattante, però bisogna sempre valutare i costi e i benefici: Se un’attività che ha un minimo di sostenibile impatto produce progresso; occupazione e sviluppo.. Capisco che ci sono radicalismi ambientalisti ma…”
Lei nei giorni scorsi aveva chiesto espressamente posti di lavoro. Si può fare una stima di quanti saranno?“Francamente non lo so. Le posso dire che sono previsti investimenti nell’indotto dell’attività energetica, nella ricerca, nell’innovazione, nella chimica verde Quanti posti però non so dire”
Un’ultima domanda: il governo chi manderà per la firma del memorandum?“Stefano Saglia e Guido Viceconte, Saglia, che è il sottosegretario con la delega all’energia e Viceconte che è lucano e che ha anche la delega alla ricerca e all’innovazione “
E crede la loro presenza sia sufficiente o ritiene che ci sarebbe stato bisogno di un intervento più diretto del governo.“Guardi, il ministro Paolo Romani ne ha parlato l’altra sera a Porta a porta. Per esprimere una volontà, mi sembra che la loro presenza sia più che sufficiente”.

defilippo dimentica che la basilicata non gli è stata lasciata in eredità dallo” zio di roma”, da amministratore incapace di gestire un terriorio pieno di risorse ha svenduto un patrimonio inestimabile a società petrolifere “private” che con la nazione hanno poco a che fare , un commerciante di verdure avrebbe fatto migliori affari..
Bravo De Filippo & C. Vi siete legati mani e piedi con i luridi malfattori che ci governano. E ve ne vantate pure! Come fate ad avere fiducia in un governo e con i politici del PDL di Basilicata i quali non fanno motto sulla trasformazione del Centro di accoglienza di Palazzo S. Gervasio in CIE, Centro di identificazione ed espulsione? A proposito, perchè non alzate la voce su questa questione, invece di stare a fare i finti fessi?
Da un barese che, per sua sventura, risiede in questa Regione da 45 anni. Governata da politicastri, non da Politici.
de filippo vive sempre lontano dai problemi della val d’agri estrattiva…
difatti si aggira da queste parti solo ed esclusivamente per le tornate elettorali e per i propri piaceri..
cmq 1 cosa di buono l’ha fatta, FAR LAVORARE E PIAZZARE OVUNQUE I SUOI CONCITTADINI SENISE-SANTARC.
volete fare gli informatori scient, rivolg a defilippo, volete lavorare con eni rivolg a defilippo……..ricordate però che vi sta tappando la bocca in qst modo.
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