Non
passa giorno che gli ambientalisti non ricevano segnalazioni
su picoli e grandi scempi in atto nell'area protetta del parco
del Pollino. A grandi cementificazioni si aggiungono piccole
cementificazioni, piccoli abusi si aggiungono a grandi abusi,
piccole strade a grandi strade di attraversamento di boschi
con abbattimento di alberi secolari. Il Parco è oramai
in pieno abbandono e ognuno si sente autorizzato ad intervenire
come meglio crede su qualsiasi cosa. E' il caso adesso del Santuario
della Madonna di Costantinopoli a Papasidero. Una perla inserita
nell'incantevole conchiglia che Papasidero.
Uno dei più suggestivi paesi del parco del pollino. Un
paese dalle risorse naturali inestimabili, che vanno dal santuario,
al centro storico, al fiume lao che l'attraverso, fino alla
splendida ed unica in tutto il sud Grotta del Romito. Un luogo
che quindi andrebbe tenuto sotto osservazione dalle autorità
preposte quotidianamente e che invece è abbandonato all'improvvisazione
ed in mano a incompetenti. Come ben evidenziato da Italia Nostra,
il sito del Santuario di S. Maria di Costantinopoli a Papasidero
non mostra attualmente le stesse caratteristiche di antica suggestione,
che possedeva da sempre meritandosi la fama di posto
incantevole ed adatto alla meditazione, che conservava ancora
dopo l'incendio sulla rupe sovrastante avvenuto nell'Agosto
2000, prima degli attuali restauri.
Anche
agli occhi di un semplice turista che ritorni nostalgico in
quel luogo, appare evidente come tale suggestione sia andata
persa in seguito all'attuale colorazione del campanile non fedele
a quella a cui la gente dell'alto Tirreno Cosentino e gli amanti
delle bellezze del Pollino e della Calabria in generale sono
affezionati da sempre ed ad un trattamento con cemento o resina
sintetica della rupe, che le conferisce un aspetto artificiale
ed in relazione al quale ci si chiede se siano state effettuate
serie Valutazioni di Impatto Ambientale e paesaggistico, dato
che Papasidero si trova oltre che nel Parco Nazionale del Pollino
in un Sito di Interesse Comunitario ed in una Zona di Protezione
Speciale.
Gli ambientalisti del tirreno auspicano, pertanto, urgenti interventi
volti a restituire alla torre campanaria, già interessata
in passato da una colorazione azzurra della cuspide poi corretta
in grigio dopo le proteste della gente, ed alla sovrastante
rupe ormai priva della bella vegetazione di macchia mediterranea,
le fondamentali caratteristiche di antica suggestione che rendevano
questo simbolo di Papasidero, una perla del Parco del Pollino,
oramai un malato tutto da curare.