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Ddl
nucleare: il Pdl lucano ripassi la "Lezione di Scanzano"
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Autore:
Movimento NoScorie Trisaia
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La Camera dei Deputati ha approvato l'Articolo 15 del Disegno di Legge Sviluppo (1441), dando il via libera al Governo di emanare entro giugno 2009, uno o più decreti legislativi per la localizzazione in Italia di impianti di produzione elettrica nucleare, di sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare. Il Pdl lucano ha
votato a favore senza opzioni di sorta. I parlamentari lucani del Popolo
della Libertà hanno dimostrano di non aver appreso nessun insegnamento
dalla "Lezione di Scanzano", quella grande lezione di democrazia
e libertà che i lucani hanno saputo dare ad un Governo cieco
ed arrogante sulla questione nucleare. E' molto grave che parlamentari
lucani - consci più di qualsiasi altro parlamentare del problema
scorie - abbiano votato un emendamento che potrà avere gravi
Ma, per fortuna, il popolo della libertà non è fatto di tanti yes man. Il deputato del Pdl, Fabio Rampelli, che con coscienza e conoscenza ha votato no al Ddl, affermando che rincorre una tecnologia obsoleta, che non potrà portare frutti alla comunità. Perchè non lo hanno fatto anche i parlamentari lucani? Di cosa hanno avuto paura? Sarebbero stati gli unici ad avere una scusa in più per essere giustificati perché "lucani", ma non lo hanno fatto. Riteniamo che la coerenza non sia un optional per un parlamentare e che, quest'ultimo, deve rispettare la volontà del proprio elettore prima che del proprio partito (in Basilicata nessuno vuole depositi di scorie e centrali nucleari e non ci risultano assemblee con i cittadini o simpatizzanti sul'argomento). Se la lobby nucleare ritorna in Basilicata nessuno potrà ora celarsi sul Segreto di Stato e affermare di non avere alcuna responsabilità. ANCHE RAMPELLI
DICE NO AL NUCLEARE Il presidente nazionale di Fare Verde, Massimo De Maio e l'associazione ambientalista Fare Verde Tarquinia, esprimono piena condivisione all'approccio di Rampelli. "Ci deprime pensare che il dibattito parlamentare di una giornata possa determinare irrevocabilmente il futuro energetico del nostro Paese - dice Fare Verde Tarquinia - legandolo a costi alti ed imprevedibili, utilizzo di risorse di uranio già in esaurimento, e mettendo in gioco variabili estremamente insidiose come le scorie radioattive, problema ad oggi irrisolto. Il territorio tarquiniese, già colpito dalle emissioni inquinanti del più grande polo energetico d'Europa, subirà un colpo mortale dalla riconversione a carbone in atto della centrale di Civitavecchia e dalla probabile costruzione di una centrale nucleare a Montalto di Castro"."Non ci stancheremo di sottolineare - afferma il Presidente Nazionale De Maio - l'esigenza di perseguire come obiettivo l'incremento dell'efficienza energetica in ogni settore ed il ricorso alle fonti energetiche alternative. Fonti per le quali vorremmo vedere crescere interesse e risorse". Per Fare Verde é necessario potenziare le conoscenze dei cittadini, opera già in corso con una attività capillare dell'Associazione sul territorio, e tenere costantemente informata la popolazione circa l'impatto delle decisioni che vengono prese dai nostri governanti. |
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Pubblicato
il: 4 Novembre 2008 - Ore 11:20
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