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Parco
Val d'Agri: veleni nella sorgente "Acqua dell'Abete"
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Autore:
OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista
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| La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) Coordinamento apartitico territoriale di
Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - denuncia l'ennesimo grave inquinamento ambientale nel Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese. Da varie segnalazioni, fonti giornalistiche locali (Il Giornale di Calvello | Anno 1 n.5 Dicembre 2008) e sopralluoghi effettuati si è constatato che, con provvedimento del NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri) e del Corpo Forestale dello Stato è stata posta sotto sequestro in data 28 Novembre 2008 - l'area attrezzata "Acqua dell'Abete", situata nel Comune di Calvello, ad oltre 1200 metri s.l.m. L'area si trova nel perimetro del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese. Dai rilievi che l'Arpab avrebbe eseguito, sul terreno e nell'acqua sarebbero state rinvenute sostanze pericolose inquinanti, con molta probabilità derivanti dall'attività petrolifera. A poche centinaia di metri più a monte, infatti, è presente il pozzo Cerro Falcone 2 dell'Eni mentre, sempre nell'area, si stanno effettuando lavori connessi "al progetto di Sviluppo Val d'Agri", sempre dell'Ente Nazionale Idrocarburi, consistenti in posa nel terreno di oleodotti, reti di reinezione e nuove postazioni petrolifere. Non è la prima volta che la medesima zona è interessata da inquinamento da idrocarburi: già nel 2004 l'associazione ambientalista Sos Lucania denunciò il versamento di liquidi oleosi e di idrocarburi, a cui non seguì alcuna azione di disinquinamento e precauzionale a difesa della salute di persone ed animali. La OLA denuncia
come l'episodio non costituisca affatto un caso isolato. Sono, infatti,
note a questa Organizzazione altre località interessate da medesimi
problemi, nonostante che in uno studio del Cnr e dell'Università
della Basilicata l'area veniva definita a "rilevante rischio di
inquinamento", mettendo in luce "il percolo di alterazione
delle caratteristiche degli acquiferi derivanti da installazioni petrolifere
capaci di porre in contatto acquiferi diversi e, soprattutto, fluidi
diversi con l'assenza di azioni di In riferimento al
sequestro di Polizia dell'area attrezzata "Acqua dell'Abete",
la OLA chiede di conoscere dall'Assessore all'Ambiente della Regione
Basilicata, Vincenzo Santochirico, i motivi ufficiali alla base del
sequestro, la natura e la quantità degli inquinanti rinvenuti
e le azioni che ha intrapreso, congiuntamente, al Sindaco di Calvello,
a tutela della salute pubblica e quella degli animali, con le eventuali
azioni di monitoraggio ambientale, sorveglianza e di tipo giudiziario
imposte in questi casi dalla legge nei confronti dei responsabili dell'inquinamento.
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Pubblicato
il: 12 Gennaio 2009 - Ore 14:32
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