DISCARICA GENZANO, IL COMITATO CONTRO DISCARICA OCCUPA LA SEDE DELLA COMUNITA' MONTANA ALTO BRADANO
Il Comitato contro la discarica di Genzano di Lucania ha occupato la prima mattinata, i locali della Comunità Montana dell'Alto Bradano”. Il Comitato si oppone alla costruzione di una nuova discarica in territorio genzanese. Da anni si chiede alla Regione Basilicata e alla Provincia di Potenza l'avvio della raccolta differenziata e il riciclaggio del ciclo dei rifiuti, da anni si chiede la dismissione di politiche emergenziali in materia di rifiuti. Nei giorni scorsi in occasione del termine per l'affidamento dell'appalto di costruzione della nuova discarica, il Comitato ha deciso di occupare la sede della Comunità Montana.
NUOVO CENTRO DI COMPOSTAGGIO DEI RIFIUTI A TURSI
La società DAMM SrL di Tursi (MT) ha presentato presso gli Uffici Regionali per la verifica di screening la documentazione ai sensi dell'art. 13 della L.R. 47/98 relativa al progetto di realizzazione di un impianto di compostaggio nel Comune di Tursi. Il progetto prevede la lavorazione di rifiuti a matrice organica, scarti verdi, potature e fanghi di depurazione per la produzione di ammendante compostato. Dalla data di pubblicazione dell'avviso avviso sul Bollettino Regionale della Regione Basilicata avvenuta il 16 ottobre 2009, chiunque interessato potrà prendere visione della documentazione relativa all'istanza di procedura "screening" e presentare proprie osservazioni entro 30 giorni dall'inizio della procedura, inviando formale comunicazione a Regione Basilicata, Dipartimento Ambiente e Territorio, Ufficio Compatibilità Ambientale, via Vincenzo Verrastro 5 - 85100 Potenza.
SI AMPLIA LA VECCHIA DISCARICA DI GENZANO
La Comunità Montana Alto Bradano con sede ad Acerenza ha indetto un bando di gara per la "realizzazione della piattaforma di raccolta e trasferimento dei rifiuti solidi urbani ed annessa discarica di servizio e soccorso ubicata in località Mettinella di Genzano di Lucania". L'importo a base d'asta è stato fissato in 1.156.170,34 euro e le imprese interessate dovranno presentare le loro offerte entro il 19 ottobre 2009. Questo nuovo appalto prevederebbe la realizzazione di una nuova vasca che amplia la capacità residua presso la discarica di Genzano il cui ampliamento viene contestato dal Comitato Locale che si batte contro la nuova discarica. Il comiutato giustamente contesta anche quersta decisione della Comunità Montana che mostra di perseguire in questo modo di fatto l'ampliamento della discarica. DISCARICA ABUSIVA, 12 AVVISI DI GARANZIA NEL MATERANO
Una discarica abusiva, dove erano mille tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, e' stata sequestrata dai Carabinieri del Noe.E' avvenuto a Tursi (Matera), in un sito adibito al ripristino ambientale. La Procura della Repubblica di Matera, inoltre, ha inviato 12 avvisi di garanzia nei confronti del gestore del sito e dei responsabili delle ditte che hanno prodotto i rifiuti.
IL COMITATO DI GENZANO CONSEGNA LE FIRME CONTRO L'AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA
Sono 2.400 le firme raccolte dal Comitato di Genzano e consegnate al sindaco del comune dell'Alto Bradano per chiedere che si arrestino i lavori di ampliamento della discarica di località Mattinelle che dovrebbe accogliere la monnezza da numerosi comuni lucani. I cittadini chiedono al Comune di impugnare gli atti amministrativi giudicati lesivi per l'ambiente e la salute dei residenti, nonché viziati da un iter illegittimo. Intanto l'Amministrazione Comunale di Genzano, a mezzo stampa, continua a perseguire un'ambiguità di comportamento - evidenzia la OLA - mentre nello stesso Comune è prevista la realizzazione di una "stazione di trasferenza" della monnezza lucana che forza oltremodo i tempi per l'ampliamento della discarica fortemente sostenuta dalla Provincia di Potenza e dalla Regione Basilicata anche se osteggiata dai cittadini. Al tour della monnezza la Regione non rinuncia. Costi quel che costi!
SI AMPLIA ANCHE LA DISCARICA DI TRICARICO
La società CIO Impianti srl di Policoro ha presentato all' Ufficio VIA della Regione Basilicata il progetto di ampliamento della discarica di Tricarico (località Foresta) ai sensi dell'art.13 della L.r.47/98. L'ampliamento è finalizzato ad accogliere ulteriori rifiuti, compresi quelli prodotti nei comuni del materano. Lo si apprende dal Bollettino Regionale della Basilicata n. 42 del 16 settembre scorso.
NUOVO ASSO DI MONNEZZA: REGIONE E PROVINCIA DECIDONO DI TRASLARE I RIFIUTI
A LAURIA
Prosegue il "tour della monnezza"
organizzato da Regione e Provincia. Questi Enti decidono di ampliare a
sorpresa la vecchia discarica di Lauria e di portare i rifiuti della Val
d'Agri e del Potentino nella vecchia discarica di località Carpineto
di Lauria. I sindaci del Lagonegrese protestano contro questa nuova decisione
giudicata un vero e proprio "asso di monnezza", un colpo di
mano che rischia di saturare in pochi mesi la discarica che serve anche
i Comuni del Lagonegrese che a loro volta chiedono a gran voce la nuova
discarica di località Carpineto, bloccata, a loro dire, da "lungaggini
burocratiche". Il sindaco di Moliterno, preoccupata per il prefigurarsi
a breve della riapertura forzata della discarica comunale per fronteggiare
una nuova possibile emergenza, si affretta a proclamarne la chiusura.
Intanto, sempre da Lauria, un nuovo caso nell'interminabile catena dell'ecobusiness
in Basilicata rischia di avere risvolti anche giudiziari. Migliaia di
cassonetti destinati ad incrementare la raccolta differenziata nel comprensorio
dei 12 comuni del Lagonegrese marciscono da oltre un anno sotto il sole
ed alle intemperie senza che la raccolta differenziata sia stata attivata
da parte della Comunità Montana che ha già speso ingenti
fondi pubblici per un progetto morto sul nascere. Gli ex amministratori
della comunità montana non danno alcuna spiegazione e si dichiarano
latitanti mentre aumentano le spese di trasporto dei rifiuti nel "tour
della monnezza" a danno dei contribuenti lucani che continuano a
pagare per incapacità ed inefficienze, a tutto vantaggio dei gestori
privati di discariche ed inceneritori.
FALSE EMERGENZE E TOUR DELLA MONNEZZA
Mentre ad Atella i cittadini giustamente contestano l’ampliamento
della discarica di località Cafaro e quelli di Genzano vengono
tenuti all’oscuro sulle decisioni della Regione sulla discarica
appaltata dalla Comunità Montana Alto Bradano, a Campomaggiore
il sindaco denuncia come “per l’ennesima volta, da circa quattro
mesi a questa parte, il Comune di Campomaggiore, come d’altronde
altri della provincia di Potenza, sta vivendo una sorta di emergenza rifiuti”.
Non è la prima volta che questo accade negli ultimi mesi –
denuncia il sindaco - né gli sforzi messi in campo dai diversi
attori istituzionali coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti sembrano
aver dato buoni frutti se è vero che praticamente ogni dieci giorni
il problema si ripresenta. Mi auguro – conclude il sindaco di Campomaggiore
- che si giunga con rapidità a risolvere in maniera strutturale
una problematica che rischia di deteriorare l’immagine di un’intera
regione, evitando di fare ulteriore affidamento sulla pazienza dei cittadini
dei comuni coinvolti, ormai esaurita, come diverse discariche del nostro
territorio”. Noi della Ola auspichiamo che i sindaci comprendano
finalmente la vera natura della “falsa emergenza” sollecitando
un cambio strutturale dei Piano Provinciali ispirati dalla logica dell’ecobusiness
degli inceneritori, delle discariche e del CDR da smaltire in cementifici
ed impianti a biomasse.
IL DIRETTORE DELL'ACTA SCOMMETTE SU CDR ED INCENERITORI
In una recente intervista pubblicata su un quotidiano locale, il Direttore dell’ACTA (Azienda Comunale Municipalizzata di Potenza prossima a divenire SpA) Federico Mazzaro ha dichiarato che tutti i problemi finanziari dell’ACTA sarebbero tra l’altro dovuti all’assenza di una politica dei rifiuti che dovrebbe invece puntare sulla “raccolta differenziata… finalizzata (sic) a riattivare subito l’inceneritore ed ampliare la discarica di Pallareta, utilizzando l’umido come CDR da dirottare da subito nei due cementifici che ci sono nel capoluogo e nel Merfese”. In quanto a soluzioni “finali” il presidente sì che se ne intende!. Chi sarà alla guida politica e di quella tecnica della neo SpA pubblica dei rifiuti a Potenza? Vedere per credere. SARA’ AMPLIATA LA DISCARICA DI TRICARICO
La Regione Basilicata nel mese di luglio 2009 ha autorizzato alla società CIO Impianti RSU srl di Policoro (Gruppo Polidrica) l’ampliamento della discarica di Tricarico situata in località Foresta per un volume aggiuntivo di altri 40.000 mc corrispondenti alla realizzazione di una terza vasca. RILASCIATA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE PER LA DISCARICA DI ALIANO
Con deliberazione n.1110 del 16 giugno 2009 la Giunta Regionale della Basilicata ha rilasciato parere AIA favorevole alla società Fratelli Giuzio di Potenza srl che già smaltisce presso l’impianto di Cugno del Mango di Aliano (MT) varie categorie di rifiuti tra i quali quelli industriali prodotti dalle attività estrattive, quelle petrolifere ed industriali con varie tipologie di fanghi e ceneri. IL SINDACO DI SALANDRA DEPOSITA IL PROGETTO DI AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA
Ai sensi del Decreto Legislativo 16 gennaio 2008. n. 4 (art.20) il sindaco di Salandra ha presentato il progetto alla Regione che prevede lo sfruttamento di ulteriori volumi della discarica ubicata nel comune della Val Basento in località Piano del Governo. L’avviso è stato pubblicato sul BUR Basilicata n. 38 del 16 agosto 2009. AUTORIZZATI DALLA REGIONE I LAVORI DI AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA DI GENZANO
Nonostante le proteste del comitato circa la pericolosità della discarica di contrada Mattinella di Genzano (PZ) la Giunta Regionale della Basilicata agli inizi del mese di Agosto 2009 ha autorizzato l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) all’ex Comunità Montana Alto Bradano che prevede la realizzazione di una nuova vasca di stoccaggio di rifiuti di 95.000 mc in esecuzione dell’Ordinanza emergenziale del presidente della Giunta Regionale della Basilicata n. 2 del 8/1/2008. Questo quantitativo porta la capacità complessiva della discarica ad oltre 190.000 mc. Attualmente conferiscono rifiuti alla discarica di Genzano i Comuni di Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Tolve, san Chirico Nuovo, Cancellara, Montemilone ed Oppido Lucano. Presso l’imnpianto ha conferito i propri rifiuti anche la città di Potenza. LA REGIONE BOCCIA AMPLIAMENTO IMPIANTO PER RIFIUTI SPECIALI DELLA SODAI SRL
Con Deliberazione del 14 luglio scorso (n. 1308) la Regione ha rilasciato diniego di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’ampliamento di un impianto di trattamento dei rifiuti speciali pericolosi e non alla ditta SODAI di Milano già operante nell’area industriale di San Nicola di Melfi a servizio Officine OGR di Trenitalia. La società pare abbia preannunciato un secondo ricorso al TAR contro la decisione della Regione Basilicata che aveva giudicato l’ampliamento non contemplato dal Piano Provinciale dei Rifiuti. Il nuovo impianto amplia di molto i quantitativi e le tipologie di rifiuti pericolosi già trattati presso quest’impianto che ricade tra l’altro in un’area divenuta esplosiva per il carico di veleni ivi rinvenuti e presenti nelle falde idriche. I NOE SEQUESTRANO DISCARICA DI RIFIUTI PERICOLOSI A POMARICO (MT)
A Pomarico i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Potenza, insieme ai militari della locale Stazione, hanno proceduto ad effettuare un controllo ambientale nell’area comunale dell’ex mattatotio dove è stata accertata la presenza di un centro di raccolta di rifiuti speciali pericolosi privo di qualsiasi autorizzazione.In particolare i militari hanno verificato la presenza, sia nelle aree esterne che in alcuni locali della struttura, di rifiuti estremamente nocivi quali frigoriferi e televisori (molti dei quali non bonificati), batterie esauste, bidoni di olio e solventi per vernici, pneumatici e presunto eternit potenzialmente pericoloso in quanto frantumato. Tali rifiuti erano per la maggior parte in area aperta, esposti agli agenti atmosferici, e quindi potenzialmente pericolosi anche per l’inquinamento delle acque, mancando di fatto un sistema di regimentazione dei reflui. L’esito degli accertamenti è stato trasmesso all’Autorità Giudiziaria per il vaglio delle responsabilità in capo a due persone di Pomarico. L’immobile e l’intera area, di circa 2100 mq per un valore complessivo di 50.000 euro, sono stati sottoposti a sequestro penale. A SETTEMBRE I CAROTAGGI NELLE DISCARICHE DEL POTENTINO
Il neo assessore provinciale all'Ambiente, Massimo Macchia (IDV), ha disposto la certificazione delle discariche del potentino. Essa prevede controlli e carotaggi a partire dal prossimo mese di settembre per accertare la natura e la composizione dei rifiuti ivi effettivamente conferiti. Molte segnalazioni di privati cittadini confermerebbero la movimentazione dei rifiuti fuori dall'orario di apertura delle discariche. Segnalazioni che di recente hanno riguardato le discariche di Genzano di Lucania e Venosa dove si concentrerebbero anche le attenzioni degli inquirenti sul presunto traffico illecito di rifiuti. Nei giorni scorsi, sull'argomento, vi è da registrare l'interrogazione del coordinatore dell'opposizione in seno al Consiglio Provinciale di Potenza, Aurelio Pace, il quale ha chiesto che la Polizia Provinciale venga allertata per effettuare controlli notturni sul trasporto dei rifiuti (tipologia e loro provenienza) e sulle cause degli incendi nelle discariche. Inoltre Pace ha chiesto di conoscere qual'è oggi nella provincia di Potenza il costo della movimentazione dei rifiuti da una località all'altra della regione come effetto della cosiddetta emergenza rifiuti. Per scongiurare infiltrazioni malavitose e gli appetiti delle ecomafie che guarderebbero alla regione con interesse, è stato inviato di recente a dirigere il Corpo Forestale dello Sato in Basilicata il colonnello Sergio Costa, già in servizio a Napoli e Caserta ove ha condotto vaste operazioni contro lo smaltimento illecito di rifiuti. DISCARICA DI GENZANO: IN DUE GIORNI SEQUESTRO E DISSEQUESTRO
Dopo i sigilli apposti in data 23 Luglio 2009 dal Nucleo Ecologico dei Carabinieri, in data odierna (25 Luglio 2009) la discarica di Genzano di Lucania (Potenza), sita in località Mattinelle, la Magistratura ha dato il via libera per il dissequestro conseguentemente alla presentazione da parte della società di gestione della discarica di tutte le dichiarazioni necessarie. "Si trattava soltanto di una questione di carattere amministrativo che è stata prontamente risolta". Queste le parole del sindaco di Genzano, Rocco Cancellara. Ricordiamo inoltre, come dopo l'incendio di natura dolosa di qualche settimana fa appiccato presso la discarica, gli inquirenti avevano ipotizzato un traffico illegale di rifiuti con Tir che frequentavano la discarica nottetempo. Il pm di Potenza, Henry John Woodcock, aveva aperto un fascicolo sullo smaltimento dei rifiuti nell'area Bradanica che aprirebbe scenari inquietanti sul traffico dei rifiuti illegali anche in Basilicata. OMBRA ECOMAFIE SULLA DISCARICA DI GENZANO (PZ)
Da fonti di stampa locali si apprende che il P.M. H.J.Woodcoock avrebbe aperto un fascicolo per indagare su quanto segnalato dal Comitato contro l'ampliamento della discarica comprensoriale di Genzano (PZ). Da alcune testimonianze si evincerebbe lo sversamento notte tempo di rifiuti extraregionali trasportati da tir. Nelle scorse settimane un incendio doloso ha riguardato la discarica di Genzano sulla quale si sono incentrate le indagini della magistratura potentina che confermerebbero quanto denunciato da tempo dal Comitato circa la presenza sul territorio lucano delle ecomafie interessate all'affare rifiuti. Secondo la OLA Il fenomeno è stato innescato proprio dalle ordinanze emergenziali e da politiche di gestione dei rifiuti sancite dai piani provinciali che prevedono l'ampliamento delle discariche e gli inceneritori che fanno gola a grandi imprese interesate a gestire il business. DISCARICA DI VENOSA, I SINDACI NON CI STANNO ALL'ECOTRUFFA
Dopo l'ampliamento della discarica di Venosa i costi di gestione gravano sul comune, ragion per cui il costo di conferimento da parte di numerosi comuni presso la discarica di Notarchirico di Venosa è lievitato da 110 a 135 euro più IVA. E' questa l'eredità lasciata dall'ex assessore della Provincia di Potenza e dall'ex sindaco della città di Orazio ai contribuenti di Venosa che non solo devono pagare più tasse per i loro rifiuti ma rischiano di pagare di più per lo smaltimento presso la discarica comunale di Venosa della monnezza prodotta da altri 14 comuni (Bella,Ripacandida, Maschito, Atella,Ginestra, Rapolla,Rionero,Barile, San Fele, Ruvo del Monte, Rapone, Pescopagano, Pietragalla e Filiano). Questi comuni, con un meccanismo "infernale" imposto dalla Regione, si vedono infatti costretti a portare la loro monnezza a Venosa per poter essere "preselezionata" presso l'impianto gestito dal consorzio SEARI. Parte di questi rifiuti preselezionati vengono portati al termodistrutte Fenice al costo di 110 euro più IVA a tonnellata. Ecco così spiegato i motivi dell' ecotruffa - ribadisce la OLA - come risultato finale del "tour della monnezza" incentrato sulle mega-discariche e gli inceneritori con la raccolta differenziata diventata ingiustamente "caprio espiatorio" e non pratica virtuosa come dovrebbe essere capace di abbattere i costi elevati di smaltimento in discarica o presso gli inceneritori. Il colossale affare della monnezzopoli lucana mira invece a favorire proprio le società private dello smaltimento e dei termodistruttori. L'ACTA NON PAGA LA SOCIETA' AGECO, A RISCHIO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA A POTENZA
Mentre il presidente dell'ACTA Mazzaro sogna la SpA diventando manager dell'inceneritore comunale gestito da Veolia, proprio l'ACTA ancora municipalizzata non salda i debiti con la società AGECO, incaricata di effettuare la gestione della raccolta differenziata. Il comune capoluogo di Regione potrebbe veder così azzerato in pochi giorni il magro risultato del 14% di raccolta differenziata e piombare all'ultimo posto dei comuni ricicloni dopo aver ricevuto in passato i premi dell'incauta Legambiente. L'AGECO vanta infatti un credito di 600mila euro. Un credito che sta mandando in crisi l'azienda già posizionatasi però con un attivo di 250mila euro sulla gestione dei rifiuti speciali. A monte della "catena di Sant'Antonio" vi sarebbe proprio il credito dell'ACTA nei confronti del Comune di Potenza che ammonterebbe a 7 milioni di euro. E per il riconfermato sindaco Santarsiero già si preannuncia la prima tegola sul suo nuovo mandato. Ma chi pagherà di debiti? Secondo la OLA saranno i cittadini potentini che rischiano di ricevere non solo il danno della privatizzazione dell'ACTA ma anche la beffa di pagare per le inefficienze di una gestione amministrativa fallimentare. POTENZA E LA BASILICATA "MAGLIE NERE" PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN ITALIA
Mentre a Potenza è emergenza rifiuti in corrispondenza di un innalzamento estivo delle temperature, con cassonetti pieni e maleodoranti, l'ACTA annuncia la sua trasformazione in SpA e la Basilicata diventa "fanalino di coda" per la raccolta differenziata. Solo lo 0,8 % dei Comuni Lucani supera - secondo stime di Legambiente - la soglia del 45% della raccolta differenziata. Questo primato è il frutto delle scelte di programmazione che puntano sulle mega discariche e sugli inceneritori. Ecco la classifica delle regioni italiane, per numero di comuni che hanno superato la soglia del 45% di differenziata: Prima il Veneto, con il 64% sul totale dei comuni. A seguire, la Lombardia con il 25,2% (con 389 comuni ), il Friuli Venezia-Giulia con il 21,9% di comuni ricicloni e il Piemonte con il 19,5%. Poi, la Sardegna con l'11,9% e il Trentino Alto-Adige con il 10,9%. In settima posizione, la Campania con il 10,1%, segue l'Emilia-Romagna con l'8,8% e le Marche con l'8,1%. In decima posizione, la Toscana con il 4,5% e l'Abruzzo al 4,3%. Poi, l'Umbria con 2,2 e il Lazio con l'1,6%. A seguire la Valle d'Aosta con l'1,4% e la Sicilia con l'1,3%. In fondo alla classifica, la Basilicata con 0,8% e la Calabria con 0,5%. Chiudono le altre (Puglia, Molise e Liguria). AUTORIZZATA DISCARICA DI RIFIUTI AD ALIANO (MT)
La Giunta regionale della Basilicata con deliberazione n.1110 del 16 giugno 2009, ha rilasciato Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ai sensi dell'art.5 del D.lgs n.59/2005 per la realizzaqzione in località Cugno del Mango di Aliano (MT) di una discarica per rifiuti non pericolosi. A realizzarla sarà la ditta Giuzio srl di Potenza. L'autorizzazione, già rilasciata dalla Provincia di Matera nel 2008, prevede che presso la discarica possano essere smaltite numerose tipologie di rifiuti classificati con codice CER quali fanghi e rifiuti di perforazione contenenti barite, cloruri, fanghi di drenaggio, ceneri, miscugli di rifiuti contenenti almeno un rifiuto pericoloso ( fanghi da acque refle urbane ed industriali). Il volume complessivo è di oltre 80.000 mc. Tra le prescrizioni regionali indicate vi è il monitoraggio delle sostanze inquinanti prodotte. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTORIZZA L'AMPLIAMENTO DELLA VECCHIA DISCARICA DI LAURIA
Con propria ordinanza emergenziale, il presidente della Regione Basilicata avrebbe autorizzato l'ampliamento della vecchia discarica di località Carpineto di Lauria. Lo si apprende da fonti di stampa locali. L'ampliamento della vecchia discarica di ulteriori 20.000 mc, consentirà ai 12 comuni del Lagonegrese di conferirvi i propri rifiuti, in attesa del completamento della nuova mega discarica sempre ubicata nella stessa località Capineto di Lauria, che ha subito negli ultimi tempi arresti dovuti a ricorsi incrociati tra le società interessate all'appalto. Il sindaco di Lauria, Pisani, assieme ai suoi colleghi sindaci del lagonegrese può tirare un respiro di sollievo, in attesa delle autorizzazioni ambientali che consentiranno di risparmiare - così come dichiara il sindaco - ben "9.000 euro al giorno" equivalenti al costo fatto pagare alla collettività del lagonegrese per consentire ai comuni di trasportare la monnezza presso le discariche di Sant'Arcangelo e Moliterno. Un "tour della monnezza" che vale oro... INQUIETANTI INTERROGATIVI SULL'INCENDIO NELLA DISCARICA DI GENZANO DI LUCANIA
In merito all'incendio di domenica 14 giugno nella discarica di località "Mattinelle" di Genzano di Lucania, il comitato "no all'ampliamento del sito" precisa la propria ferma condanna nei confronti di delinquenti che potrebbero avere a che fare con lo smaltimento dei rifiuti. Durante la Conferenza dei Servizi tenutasi a Potenza lunedì 15 giugno il presidente della C.M. Alto Bradano, Antonio Anatrone ha riferito di aver avviato le pratiche per la denuncia contro ignoti mentre resta ancora aperta la possibilità di ampliamento del sito. COLDIRETTI: LA DISCARICA DI GENZANO DI LUCANIA (PZ) NON E' IDONEA
L'incendio divampato nel pomeriggio del 14 giugno scorso presso la discarica di Genzano di Lucania in contrada Matinelle preoccupa le aziende agricole e zootecniche presenti nell'area interessata. Da diversi anni, la Coldiretti Basilicata aveva manifestato il proprio dissenso a tenere aperto un sito che dista 150 metri dal fiume Bradano ed all'interno di un'area agricola molto popolata e non lantana dai centri abitati di Acerenza e Genzano. "Da anni - ha dichiarato il presidente della locale sezione Coldiretti, Saverio Gargano - avevamo sollecitato l'amministrazione comunale e la comunità montana a chiudere la discarica. Tre mesi fa, a sorpresa, abbiamo saputo, invece, che esisteva un progetto che prevedeva l'ampliamento della discarica e di una nuova piattaforma. A essere danneggiate da questi fumi neri, sono prioritariamente le aziende agricole che sono costrette a subire cattivi odori con la paura che possano interessare anche le produzioni agricole e zootecniche. La gestione del sito è stata pessima e a pagarne le spese siamo noi produttori e cittadini".Nonostante l'incendio, che apparentemente sembra sia stato domato, la discarica continua a bruciare e continuerà sicuramente per diversi giorni ed i fumi che ancora si sprigionano sono densi e scuri. Questo suscita timori poiché depositandosi sulle produzioni potrebbero pregiudicare il raccolto e la salubrità dell'ambiente. E' stato costituito un comitato cittadino, a cui ha aderito anche la Coldiretti, per chiedere la chiusura definitiva del sito che contiene rifiuti oltre il volume previsto. "Non va trascurata la questione sicurezza e controllo del sito - ha detto il direttore della Coldiretti Basilicata, Giuseppe Brillante. Infatti, se l’incendio risulterà di natura dolosa, restano da accertare le responsabilità relative alla vigilanza". ANCHE LA BASILICATA NEL GIRO ILLEGALE DEI RIFIUTI SMALTITI IN CINA
Il P.M. di Potenza H J. Woodcock ed il sostituto procuratore Laura Triassi, sulla base di precedenti indagini del P.M. Ferdinando Esposito, oggi in servizio a Milano, avrebbero intrapreso indagini in Basilicata inerenti il grosso traffico illecito di rifiuti speciali verso la Cina dai porti di Napoli e Taranto scoperto di recente. In Basilicata il traffico illegale interesserebbe alcune società ed Amministrazioni locali. Di recente, i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Taranto, in collaborazione con funzionari della dogana, nell’ambito di controlli finalizzati al contrasto dell’illecito traffico transfrontaliero di rifiuti, hanno sequestrato circa 250mila kg. di rifiuti speciali. L’ingente quantitativo era stivato a Taranto in 10 container provenienti da una societa’ operante nello specifico settore, con destinazione finale Hong Kong. I finanzieri hanno accertato, a vario titolo, la falsa dichiarazione doganale circa la tipologia del rifiuto esportato e l’assenza delle autorizzazioni prescritte dalla vi gente normativa ambientale per le esportazioni di rifiuti speciali. Al momento due persone sono state denunciate a Taranto. Analogamente a Napoli, presso il “molo Beverello”, sono stati sequestrati containers contenenti rifiuti speciali provenienti da varie regioni italiane. Prendendo spunto da questi rinvenimenti, in Basilicata l’indagine della Procura riguardarebbe il meccanismo utilizzato per frodare gli incentivi e le premialità della raccolta differenziata. Ad insospettire gli investigatori in Basilicata vi sarebbero i dati della raccolta differenziata ed anche intercettazioni ambientali. Qualche amministratore avrebbe pianificato “a tavolino” i quantitativi di rifiuti differenziati da registrare, in accordo con i gestori privati, registrandoli come “raccolti” con lo scopo di incassare le premialità. Questo filone si inserisce in un altro portato avanti dal P.M. di Potenza, Woodcock che riguarda il business legato alla realizzazione di impianti “legali” per lo smaltimento dei rifiuti e dei termovalorizzatori anche in Basilicata. FERRANDINA (MT) IL COMUNE AUMENTA LA TARSU
Grazie alla saturazione della discarica comunale utilizzata per smaltire rifiuti da tutta la regione ed al conseguente “tour della monnezza” che sta provocando un effetto domino in Basilicata aggravato da scarse percentuali di raccolta differenziata, il Comune di Ferrandina (MT) aumenterà la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani a carico dei cittadini.Per poter pagare il trasporto dei rifiuti nella discarica di Pomarico (MT) – riferisce il sindaco di Ferrandina, Raffaele Ricchiuti – è necessario ampliare la discarica comunale. E’ una situazione – denuncia Pietro Dommarco, coordinatore della OLA, Organizzazione Lucana Ambientalista - presente in tutta la regione dove non esiste alcuna emergenza rifiuti ma bensì un affare rifiuti, grazie alla realizzazione di costose discariche, costole degli inceneritori ed al trasporto che incide sui costi comunali a danno dei cittadini costretti a pagare più tasse. AMPLIAMENTO DISCARICA DI GENZANO, CONVOCATO CONSIGLIO COMUNALE
Dopo le polemiche e le prese di posizione dei cittadini, il sindaco di Genzano (PZ), di ritorno da un incontro tenuto presso il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, ha annunciato che convocherà il 28 maggio il consiglio comunale che dovrà insediare la commissione composta da consiglieri, tecnici e cittadini che dovrà valutare l'opportunità o meno di autorizzare l'ampliamento della discarica comunale di località Mattinelle. Il sindaco Rocco Cancellara si è dichiarato contrario ad utilizzare la discarica come mero deposito di rifiuti indifferenziati. Il gruppo "Sinistra per Genzano" aveva sollecitato il sindaco a tener fede agli impegni presi nel corso del Consiglio Comunale che con Delibera n. 17 del 24 aprile aveva formalizzato la commissione. Secondo una nota del sindaco di Genzano la commissione sarebbe composta da Maria De Palma (Comitato Civico), Saverio Gargano (associazioni agricole e zootecniche), Giuseppe Vertulli ( piccole e medie imprese), Gaetano Baldassarre (Osservatorio Ambiente e Legalità), Giannantonio Genchi (Tecnico esperto), Michele Sciota (associazioni ambientaliste), Michele Caffio (medico). Il Gruppo Sinistra per Genzano ha chiesto anche l'indizione di un Referendum comunale. SEQUESTRATA DISCARICA ABUSIVA A GRASSANO
La Guardia di Finanza di Matera ha sequestrato nel materano un'area di oltre 103 mila mq su cui sorge un ex cementificio e dove nel tempo si sono accumulati rifiuti speciali in quantita' tali da costituire una grande discarica abusiva. L'area interessata si trova tra i comuni di Grassano, Tricarico e Irsina ed e' costituita da una vecchia cava cava dove insiste ancora un capannone di circa 10.000 mq. in stato di totale abbandono, con tettoia in lastre di fibrocemento di amianto. Nel sito sono stati rinvenuti cumuli di laterizi e scarti di lavorazione, ormai stratificati nel terreno tanto da costituire delle vere e proprie colline artificiali, da cui affiorano pneumatici, batterie esauste e serbatoi interrati con residui di sostanze bituminose. L'area era accessibile a chiunque e avveniva regolarmente un fenomeno di abbandono indiscriminato di rifiuti. Una persona e' stata denunciata per reati ambientali e per omissione di lavori in edifici che versano in rovina. DISCARICA DI TRICARICO: IL NOE DI POTENZA DENUNCIA I GESTORI
Tricarico (MT): i carabinieri del NOE di Potenza, a seguito di un controllo presso la discarica di Tricarico, gestita da una società di Policoro (ndr CIO IMPIANTI), hanno accertato che i rifiuti speciali pericolosi provenienti da una conceria della provincia di Avellino venivano accettati utilizzando certificati analitici falsi; l'attività di recupero dei rifiuti era stata posta in essere in assenza della prescritta comunicazione/autorizzazione; l'Amministrazione provinciale aveva autorizzato la ditta ad immettere in discarica pneumatici fuori uso. I militari hanno denunciato quattro persone per gestione di rifiuti non autorizzata, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ed uso di atto falso. DISCARICA DI LAURIA: INDAGATI PER TRUFFA
Si apprende da fonti informative locali che sono indagati dalla Procura della Repubblica di Lagonegro in merito all'appalto per la realizzazione della nuova discarica di Lauria di contrada Carpineto aggiudicato dalla società EMIT - Ercole Marelli, quattro persone tra cui funzionari del Comune di Lauria, due legali rappresentanti delle ditte partecipanti al bando tra cui la ditta aggiudicataria dell'appalto per 7 milioni di Euro ed un geometra di un impresa locale. La procura contesta agli interessati di aver prodotto atti falsi per ottenere punteggio maggiore e presentazione di falsa documentazione relativa al terreno dove dovrebbe sorgere la nuova discarica. L'inchiesta della Magistratura sarebbe susseguente ad esposti inoltrati alla Procura di Lagonegro. La chiusura della discarica di Lauria e le nuove tegole sull'appalto che il sindaco Pisani difende ad oltranza sono alla base della decisione della Giunta Regionale di aprire le discariche di Moliterno e Sant'Arcangelo anche ai rifiuti del Lagonegrese mentre la Comunità Montana del Lagonegrese non fa partire la raccolta differenziata e la Regione si ostina ad avvallare un Piano Provinciale dei Rifiuti che presenta grossi limiti e che basa il tutto sul "tour della monnezza", lo stato di emergenza, gli inceneritori e la realizzazione di mega discariche, mentre la raccolta differenziata affidata alle Comunità Montane ed ai comuni non decolla. CONSIGLIO COMUNALE A GENZANO SU QUESTIONE DISCARICA
Si è tenuto mercoledì 22 aprile 2009 un Consiglio Comunale a Genzano di Lucania nel corso del quale sono emerse forti perplessità e contrarietà alla realizzazione della mega discarica di contrada Mattinella. Il consigliere Di Bono ha evidenziato i rischi che pone la discarica ed irregolarità formali nell'iter di approvazione che non ha tenuto conto della necessaria trasparenza nei confronti della popolazione. E' stato chiesto la revoca dell'autorizzazione comunale, l'insediamento di una commissione di esperti con una consultazione referendaria che chiami i cittadini ad esprimersi in proposito. TRA SALANDA E VENOSA, LA "POTENZA" DEL TOUR DELLA MONNEZZA
Con la raccolta differenziata ridotta alla misera percentuale del 10% , il capoluogo di regione continua a smaltire i propri rifiuti a Salandra. Recentemente - a diachiarlo ad alcuni organi di informazione locali è stato il presidente dell'ACTA di Potenza, Federico Mazzaro - i rifiuti potentini vengono conferiti anche presso la discarica di Venosa. Intanto si apprende da fonti sindacali che la municipalizzata di Potenza - ACTA starebbe per diventare una SpA con il rischio di far gravare l'aumento dei costi di gestione ai cittadini. Il Comune starebbe infatti per modificare lo statuto dell'ACTA. Si stà forse spianando la strada alla multinazionale VEOLIA che già gestisce l'inceneritore cittadino che farà parte anche del pacchetto azionario dell'ACTA SpA? SIGILLI ALLA DISCARICA COMUNALE DI FERRANDINA
Il NOE di Potenza ha posto sotto sequestro la discarica di Ferrandina in località Venita. L'ordinanza della Procura di Matera è stata emessa a seguito di autorizzazione scaduta, mentre non sarebbe stata richiesta la nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) ed il gestore non risulterebbe iscritto all'albo Nazionale. Notificate pertanto 4 informazioni di garanzia. Il Comune di Ferrandina conferisce intanto i propri rifiuti nella discarica di Salandra. ANCORA PIU' MEGA LA DISCARICA PER RIFIUTI INDUSTRIALI DI GUARDIA PERTICARA
Lo si apprende da fonti locali nel Comune della Valle del Sauro. La Regione ha rilasciato alla società Semataf un nuovo giudizio favorevole di compatibilità Ambientale ed Autorizzazione Unica Ambientale per rifiuti industriali. Si tratterebbe di ulteriore ampliamento della discarica per rifiuti indistriali di altri 90.000 metri cubi con la realizzazione di un sito di toccaggio per l'amianto che portano la capacità complessiva ad oltre 150 mila metri cubi. La discarica di Guardia Perticara già accoglie rifiuti industriali e fanchi delle attività petrolifere ed è gestito dalla SEMATAF con sede a Matera. Guardia Perticara, oltre ad avere il primato di essere uno dei più bei borghi di Basilicata si appresta a diventare la più pattumiera industriale della regione. GENZANO DI LUCANIA DICE NO AD AMPLIAMENTO DISCARICA
Dopo l'ampliamento della discarica di Moliterno, dove gli esponenti locali del PD minacciano di autosospendersi dal partito, questa volta tocca al Comune di Genzano, dove i cittadini - autocostituitisi in comitato civico - dicono no all'ampliamento della discarica comunale, dagli esistenti 60.500 metri cubi ai futuri 155.500 metri cubi, con la creazione di una piattaforma di smaltimento prevista dal Piano Provinciale che dovrebbe accogliere monnezza non solo lucana. Il progetto di ampliamento della discarica di località Mattinella di Genzano, deciso dalla Comunità Montana con deliberazione di giunta comunale n. 41 del 18 ortttobre 2007 - è quanto contestano i cittadini di Genzano - prevede l'esproprio di terreni agricoli che si trovano a poca distanza dal fiume Bradano minacciato quiindi dal possibile inquinamento. La Coldiretti si dichiara contraria al progetto di ampliamento poichè insiste su aree a vocazione agricola e zootecnica ed è sproporzionato rispetto alle esigenze locali mentre la raccolta differenziata in Basilicata si attesta su percentuali irrisorie. Al movimento dei cittadini di Genzano hanno già aderito il PRC ed i Verdi locali che lamentano il mancato coinvolgimento della comunità da parte del comune. L'istanza VIA è stata infatti presentata presso il Comune di Genzano nel mese di marzo 2008 per le osservazioni del pubblico interessato che risulterebbe non essere stato adeguatamente informato. L'ampliamento della discarica è stata finanziata con fondi POR Basilicata 2000/2006 - Misura 1.3 Azione B con un importo comnplessivo di 2.750.000 Euro di cui 2 milioni a carico della Comunità Montana Alto Bradano. Ha ricevuto giudizio favorevole di compatibilità ambientale ed Autorizzazione Integrata Ambientale con Deliberazione della Giunta della Regione Basilicata n. 1898 del 21 novembre 2008. RIFIUTI, EMERGENZA E TOUR DELLA MONNEZZA
"In attesa di una diversa organizzazione dei flussi di rifiuti con la realizzazione della stazione di trasferenza a Lauria, la Provincia di Potenza ha stabilito, con un’ordinanza, che in seguito alla chiusura della discarica, lo smaltimento dei rifiuti prodotti dai comuni interessati (Castelluccio Inferiore e Superiore, Episcopia, Lagonegro, Latronico, Lauria, Maratea, Nemoli, Rivello, Rotonda, Trecchina e Viggianello) avvenga, presso gli impianti autorizzati di Moliterno e Sant’Arcangelo, secondo un preciso calendario". E' quanto si legge in un comunicato stampa della Provincia di Potenza. In particolare, per il periodo dall’11 al 17 aprile, dal 25 aprile al 1° maggio, dal 9 al 15 maggio e dal 23 al 29 maggio il primo gruppo di comuni (Lagonegro, Lauria, Nemoli, Rivello e Trecchina) conferirà i propri rifiuti nella discarica di Moliterno, mentre il secondo gruppo (Castelluccio Inferiore e Superiore, Episcopia, Latronico, Maratea, Rotonda e Viggianello) utilizzerà la piattaforma di Sant’Arcangelo. Per il periodo dal 18 al 24 aprile dal 2 all’8 maggio, dal 16 al 22 maggio e dal 30 al 31 maggio il primo gruppo dirotterà i rifiuti a Sant’Arcangelo e il secondo gruppo a Moliterno. Il provvedimento, che ha una validità di 51 giorni, è volto a consentire il corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti nel territorio dei comuni interessati, a garanzia della tutela ambientale e della salute pubblica. RIFIUTI PERICOLOSI SVERSATI NEL FIUME NOCE
Dodici persone facenti parte di una Cooperativa di Trecchina (PZ) che gestisce un impianto di trattamento di rifiuti speciali sono state denunciate dal NOE e dai Carabinieri di Lagonegro. Sono stati accusati di sversare i rifiuti da un impianto ubicato in contrada Sago di Tortora direttamente nel fiume Noce. Il decreto , firmato dal Tribunale di Paola, è susseguente ad indagini che sono partiti nel maggio del 2008, allorquando furono segnalate sostanze nel fiume che aveva cambiato colore, assumendo un colore scuro, ed emanando un forte olezzo. L’impianto di depurazione gestito dalla Cooperativa immetteva senza depurazione i reflui che finivano per inquinare anche la costa marateota. Dopo il recente caso analogo avvenuto a Senise (PZ) per una discarica di rifiuti speciali sequestrata dai Carabinieri, le forze di tutela del territorio incassano un importante risultato contro inquinatori senza scrupoli. "MONNEZZOPOLI LUCANA": CHI FA AFFARI?
Chi ci guadagna e chi ci perde dal cosiddetto "tour della monnezzopoli lucana"? Ci perdono, sicuramente, i cittadini, dal momento che per conferire i rifiuti nelle discariche di Moliterno e Sant'Arcangelo assisteranno - con molta probabilità - al raddoppio della Tarsu comunale (effetto analogo si ha nei comuni del Vulture con Fenice e megadiscariche, oltre che a Potenza, dove si continua a conferire i rifiuti a Salandra, nel Materano). Infatti, dalle stime dei sindaci riuniti al "tavolo sulla monnezzopoli Basilicata" è emerso che il costo a tonnellata è già lievitato da 103 a 170 Euro a tonnellata, compresi i costi del trasporto, che graverà sul portafoglio dei cittadini, che a conti fatti pagheranno gli errori del Piano Provinciale dei Rifiuti che punta, decisamente, su megadiscariche ed inceneritori, lasciando al palo la raccolta differenziata che resta su cifre ridicole ed illegali, prossime allo zero per cento in molti comuni (in Campania sarebbero state commissariate le Amministrazioni Comunali inadempienti). Ma allora: chi fa affari da questo "ciclo dell'emergenza rifiuti continua, a suon di ordinanze emergenziali provinciali e regionali"? Dietro l'angolo del silenzio omertoso di primi cittadini vi sono i megaappalti per discariche ed inceneritori, il trasporto della monnezza, i Cip6 (incentivi statali per la produzione di energia dai rifiuti) che sarebbero a breve destinati a inceneritori, di cui molti cammuffati da centrali a biomassa e termovalorizzatori (di recente il primo cittadino di Potenza ha annunciato un altro impianto a Potenza che sfrutterebbe i gas prodotti dalla discarica di Pallareta, che si aggiungerebbe a quello Veolia in fase di autorizzazione). Di "bio", questi impianti, hanno davvero molto poco, dal momento che prevedono nel loro ciclo la combustione che - come è noto - produce gas nocivi e percolati. Ma non sarebbe stato meglio "mandare a casa" l'Assessore all'Ambiente della Provincia di Potenza, Domenico Iacobuzio, e rivedere come ha da tempo richiesto la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) il Piano Provinciale, facendo risparmiare così ai cittadini costi che sono effetto di errori che poi errori non sono? CONTINUA IL "TOUR DELLA MONNEZZA": CHIUSA DISCARICA DI LAURIA, RIFIUTI A MOLITERNO E SANT'ARCANGELO
Con un’ordinanza firmata dal presidente della Provincia di Potenza Sabino Altobello il 31/3/2009, prendendo atto della chiusura della discarica di Lauria – a seguito della comunicazione della Regione Basilicata – ha deciso, senza alternative, di dirottare i flussi dei rifiuti solidi urbani verso gli impianti di Moliterno e Sant’arcangelo. L’ordinanza – che interesserà i comuni di Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Episcopia, Lagonegro, Latronico, Lauria, Maratea, Nemoli, Rivello, Rotonda, Trecchina e Viggianello - avrà una durata limitatissima nel tempo. Il presidente Altobello incontrerà già domani pomeriggio l’assessore regionale all’Ambiente Vincenzo Santochirico per discutere sulla vicenda.
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